mercoledì 30 marzo 2011

Ironia per ingegneri


L'ha mandato questa mattina il mio professore, ingengere, a noi adepti, futuri ingengeri o quasi.
Ci tengo a sottolineare il fatto che non studio Ingengeria, bensì Ingegneria Edile e Architettura.
In teoria cammino sul filo che separa l'arte dalla tecnica come una funambula, in pratica sono una transgender delle costruzioni.

domenica 27 marzo 2011

giovedì 24 marzo 2011

Finalmente ho capito

I treni in orario sono un'invenzione per bambini....un pò come Babbo Natale.

sabato 19 marzo 2011

Craniotomia

"Voglio sezionarti il cranio e baciarti il cervello....posso?
Baciarti sulla bocca non è abbastanza per esprimere quanto adoro la tua mente.
Buonanotte."

Se non è amore questo, dimmi tu cos'è.

venerdì 18 marzo 2011

Per fortuna leggo Bukowski

La maggior parte della gente era matta.
E la parte che non era matta era arrabbiata.
E la parte che non era né matta né arrabbiata era semplicemente stupida.

martedì 15 marzo 2011

Love Story

Lei: “Oh mi piacerebbe tanto vivere una bella storia d’amore romantica, di quelle che nei film ti fanno piangere come una fontana….hai presente quel film con Richard Gere? Com’era figo lui!”
Lui: “….ti rendi conto, vero, che avrà fatto una cinquantina di film e quasi tutti strappa lacrime?”
Lei: “Ma dai quello in cui lui le compra un sacco di vestiti!”
Lui: “…….??.......”
Lei: “Che palle, non mi viene il titolo…..dai loro stavano in quell’albergo di lusso, lei era Julia Roberts con quel vestito rosso meraviglioso! AH! Pretty Woman!”
Lui: “E’ la storia più romantica che ti è venuta in mente?”
Lei: “Certo! Come vorrei essere lei…”
Lui: “Lei era una prostituta.”
Lei: “Cosa vuol dire? Lui la cambia, le fa venire voglia di studiare, la va a prendere sotto casa con delle rose e per lei sfida la sua paura dell’altezza”
Lui: “Ok. Ma inizialmente era comunque una prostituta.”
Lei: “Si e allora?
Lui: “Volevo solo essere certo che volessi fare la prostituta.”

mercoledì 9 marzo 2011

Il triangolo no, non l'avevo considerato

Sentire alla radio alle 7 del mattino Triangolo di Renato Zero, dopo aver dormito poco, troppo poco, è fastidioso.

Sentire alla radio alle 7 del mattino Triangolo di Renato Zero, dopo aver dormito poco, troppo poco, e averla sentita sempre alla radio meno di 20 minuti prima, è inaccettabile.

Avrei dovuto cogliere un qualche messaggio subliminare?

sabato 5 marzo 2011

Love sucks.

Care micette,
Lo so che sono l’unica della famiglia che vi coccola.
Lo so che vi faccio dormire sul mio grembo.
Lo so che andate pazze per il grasso che vi passo sotto al tavolo durante la cena.
Lo so che vi lascio dormire sul mio letto e a volte mi metto a riposare di fianco a voi.
Lo so che non vi sgrido mai, nemmeno quando vi fate le unghie sul tappeto.
Lo so che quando mi lasciate un topo squartato davanti al portone è per farmi essere orgogliosa di voi come cacciatrici.
Lo so che avete dovuto imparare ad aprirvi le porte dalla maniglia per rivendicare la vostra libertà come io ogni giorno rivendico la mia.
Lo so che quando vi do i croccantini non siete soddisfatte perché volete anche i bocconcini per una dieta equilibrata e non perché siete noiose e viziate.
Lo so che mi adorate, ma questo non vi giustifica a dormire ogni stramaledetta notte sui miei libri e quaderni lasciandoli coperti di peli, baffi e schifezze.
Se mi voleste un pò meno bene sarei più felice.
Con moderato amore,
La vostra padrona.

mercoledì 2 marzo 2011

martedì 1 marzo 2011

Dillo con parole mie


Sono indipendente.
Difenderei questa mia condizione con tutte le mie forze.
Sempre.
Eppure anch'io a volte avrei bisogno di un abbraccio, di arrendermi e perdermi tra le braccia di un uomo.
Un abbraccio che mi faccia sentire protetta anche se so proteggermi da sola.
Sono in grado di fare le cose di cui ho bisogno, ma a volte vorrei far finta di non esserlo per il piacere di farle fare a qualcun altro per me.
E' una sensazione.
Ma non voglio stare con un uomo per questo.
Non posso scendere a compromessi, e non posso rinunciare a tutto quello che ho, alla mia libertà, per quell'abbraccio che poi spesso con gli anni non c'è nemmeno più.

(Il giorno in più - Fabio Volo)